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Non potete credere alla scoperta fatta da un uomo nel cortile di casa sua. Un tesoro oltre l’immaginabile.

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Ami Ciccone

, updated on

May 6, 2020

John Sims aveva ascoltato alcune voci sulla sua nuova casa di Tucson, in Arizon, ma non ci aveva fatto molto caso. A lui interessava solo vivere una vita serena in periferia, come sognano tante persone normali. Eppure John non aveva la più pallida idea che quella nuova esperienza sarebbe stata a dir poco incredibile. Le voci infatti continuavano, insistenti, ed arrivò il giorno in cui John non poté più ignorarle. Prese una pala ed iniziò a scavare senza posa lungo tutto il perimetro del suo giardino. Sembrava un ossesso, non riusciva a smettere. Leggete qui e saprete quale è stata la clamorosa rivelazione scoperta da John.

Il trasloco

Il precedente proprietario della casa acquistata da John era una persona di fiducia, un suo amico, quindi quando John decise di trasferirsi nella sua dimora di Tucson lo fece in tutta tranquillità. Durante il giorno del trasloco però, il suo amico gli diede un messaggio che riguardava la casa, nello specifico il cortile. Il messaggio non era molto chiaro anzi potremmo definirlo del tutto criptico, ma era evidente che la casa nascondesse un segreto. Le voci iniziarono presto a diffondersi lungo tutto lo stato di Arizona.

Il suggerimento

L'ex proprietario decise di confidare quello straordinario segreto a John. Gli fece intendere che quello che aveva era molto di più di una semplice casa. Aveva da sempre sentito voci riguardo a qualcosa nascosto nel giardino, qualcosa che era stato messo sotto terra, ma non era mai andato a fondo.

Ora tutto apparteneva a John e  lui avrebbe potuto mettere fine a quelle voci, risolvendo il mistero. Ci pensava continuamente mentre sistemava i mobili di casa dopo il trasloco, era un pensiero che non lo abbandonava mai. Qualcosa dentro di lui cominciava a rodergli il cervello, lo spingeva ad andare a fondo alla questione, a chiuderla definitivamente.

Forse era solo uno scherzo

La reazione di John fu piuttosto normale e comune, a chiunque sarebbe venuta la curiosità di capire cosa accadeva. Certo, aveva pensato anche che l'informazione del suo amico fosse una sciocchezza, qualcosa che gli aveva detto solo per gioco, ma la sua curiosità aumentava minuto dopo minuto.

Andò a comprare una pala. Averla lì gli dava serenità, sapeva che in qualsiasi momento avrebbe potuto mettere a tacere quelle voci che non lo abbandonavano. Una idea iniziò a balenargli nel cervello.

Tutto ha inizio

Insomma, dopo un inizio di esitazioni e momenti in cui si lasciava andare, John sembrava aver ormai deciso: avrebbe scoperto se erano solo voci, o se qualcosa c'era davvero nel cortile. Cominciava a fantasticare su cosa avrebbe potuto trovare e in che condizioni, e la sua mente immaginava di tutto. Certo, avrebbe rovinato l'ordine del suo cortile, ma avrebbe potuto rimediare a quel problema successivamente. Ora l'unica cosa che realmente importava era venire a capo di quel mistero. John prese la pala.

L'afa non aiuta

Non era sicuramente il momento migliore per iniziare una così probante avventura. Era estate in Arizona e le temperature potevano raggiungere livelli insopportabili. Eppure John non si fermava, la sua curiosità era tale da spingerlo a continuare. Scavava senza sosta, ma non trovava nulla, solo terra, pietre. Cominciava a sentirsi stupido, a credere che forse quelle voci non fossero altro, appunto, che voci. Ma la sua avventura era solo all'inizio e John non era tipo da arrendersi così, senza lottare, senza andare a fondo.

Non si molla

Le buche sul terreno erano ormai numerose e il giardino era un vero disastro, c'erano zolle rovesciate ovunque, ma John non aveva trovato nulla. Arrivò a pensare che forse c'era stato davvero qualcosa sotto quel terreno, ma che dopo tanti anni, qualsiasi cosa fosse, si fosse disfatta. C'erano momenti in cui John pensava seriamente di smettere, di gettare la pala e andare a farsi una doccia, ma la sua testardaggine lo spinse ad andare avanti. Chissà, forse doveva cercare in maniera diversa. Si, non poteva essere altrimenti, stava sbagliando qualcosa.

Documentazione Ufficiale

A John venne in mente che avrebbe potuto trovare delle informazioni importanti per continuare la sua ricerca nei documenti della casa. Sfogliò decine di documenti vecchissimi e notò che nei registri comunali della sua casa, oltre ai normali fogli catastali, c'era altro.

Secondo alcuni documenti risultava che una vecchia società, la Whitaker Pools aveva costruito nel giardino della sua casa una piscina, nel lontano 1961. Eppure qualcosa non tornava. Perché non c'erano tracce di quella piscina? Forse era una costruzione particolare. Che fosse una piscina sotterranea? Qualsiasi cosa fosse, era deciso più che mai a scoprirlo.

Si torna a cercare

Con quelle carte in mano, per John era il momento di riprendere le ricerche, in modo più scientifico. Quei documenti parlavano chiaro, lì c'era qualcosa, si trattava solo di fare le cose per bene. Chiese aiuto ad una impresa del luogo che, con tanto di metal detector, lo avrebbe aiutato nella sua ricerca.

Giunse una vera e propria squadra attrezzata sul luogo, e senza perdere tempo, proseguirono le ricerche. Anche in questo caso però, bisognava avere pazienza. All'inizio, nemmeno i suoi aiutanti trovavano tracce di qualcosa.

Poi, d'improvviso, i metal detector iniziarono a suonare.

Due X

L'aver assunto un’azienda esterna per aiutare nella ricerca diede i suoi frutti. I metal detector segnalarono due punti nel terreno, sui quali John incise una grossa X con il gesso per non dimenticarli. Finalmente aveva dei punti precisi dove cercare, non avrebbe più bucato il terreno all'impazzata.

La notizia eccezionale era soprattutto uno: le voci, evidentemente, non erano solamente voci e laggiù c'era realmente qualcosa che andava scoperto. John riprese in mano la pala e tornò a scavare, fino a quando la pala non si fermò, sbattendo su una superficie dura.

Calma e sangue freddo

Dal rumore che aveva fatto la pala allo scontrarsi con quell'oggetto sconosciuto, doveva assolutamente trattarsi di metallo. John, molto emozionato, cercò comunque di riflettere. E se fosse stata una fossa settica? In quel caso continuare a scavarci intorno sarebbe stato controproducente.

Insomma, qualcosa c'era, ora ne era assolutamente certo, ma era arrivato il momento di lavorare a mente fredda, con grande lucidità, per evitare di creare un costosissimo danno ora che era appena arrivato in quella casa. Rompere un tubo magari. Non era proprio il caso.

Il Momento Della Scoperta

John continuò a studiare la propria scoperta, ad analizzarla. Sembrava che fosse l'accesso a qualcosa, una botola forse. C'era un coperchio, era ovvio. Lo pulì con attenzione per farlo riemergere definitivamente. Finalmente lo aprì. Si tappò il naso: sapeva bene che quell'aria chiusa lì dentro da così tanti anni poteva essere pericolosa. Doveva essere piena di spore, o addirittura di gas tossici, quindi doveva fare molta attenzione. Mise la testa nella botola e immediatamente ciò che vide lo lasciò a bocca aperta.

Una scala a chiocciola

John si passò il dorso delle mani sugli occhi più volte, un po' perché non credeva a ciò che aveva visto, un po' perché i suoi occhi ancora non si abituavano all'oscurità. All'inizio gli parve di aver visto una serie di lame affilate e pericolosissime, ma in realtà capì che si trattava di una scala a chiocciola, che scendeva ancora più a fondo. A tutta prima John pensò di correre giù a vedere dove portava, ma qui intervenne la ragione a farlo calmare. Non poteva farlo, doveva prima prendere le giuste accortezze.

Le giuste attenzioni

Quello che ancora non è stato detto qui, è che John era stato un vigile del fuoco in passato, con il grado di capitano e una specialità nel salvataggio delle persone bloccate in spazi angusti. Sapeva bene che non era il caso di procedere da soli e completamente alla cieca, soprattutto perché non aveva la minima idea di come si sviluppasse quello spazio sotterraneo. John non era abituato a lavorare da solo, aveva già fatto abbastanza, ora era il momento di fare le cose con il massimo del rigore.

Chiamare gli amici

Era assolutamente necessario che ci fosse qualcuno assieme a John, pronto a intervenire nel caso in cui l'ex vigile del fuoco avesse avuto bisogno di aiuto. Così decise di avvertire alcune persone fidate.

John si era trovato in molte situazioni di rischio durante la sua vita, e sapeva che il rischio che quel coperchio si richiudesse mentre lui era dentro la botola era altissimo. C'erano alcune cose da fare prima di continuare in quell'appassionante e sotto molti aspetti, assurda avventura.

Un piano dettagliato

Per chiarire: John non vedeva l'ora di scoprire cosa ci fosse la sotto, nel cortile di quella casa che aveva appena acquistato, ma di quello spazio sapeva davvero poco ed era necessario compiere ogni movimento nel massimo della sicurezza.

I suoi amici lo aiutarono nella preparazione di un piano dettagliato, preparato con dovizia di particolari su tutti i movimenti da svolgere. Erano tutti emozionati, anche se non lo dicevano. Anche i suoi amici ora sentivano la stessa curiosità di John. Presto avrebbero scoperto cosa c'era là sotto.

Passaggio Uno

Il primo punto che fu stabilito dalla squadra e da John fu quello di rinforzare la struttura di cemento che sorreggeva la scala a chiocciola. Quelle scale arrugginite erano pericolanti e John non voleva assolutamente rischiare. Certo la voglia di scoprire cosa c'era sotto quelle scale era tanta, aumentava minuto dopo minuto, ma non era assolutamente il caso di avventarsi in una discesa così pericolosa, era il caso di fare tutto con grande intelligenza e scoprire finalmente cosa c'era davvero sotto al suo giardino.

Stabilmente

Il lavoro per rafforzare il supporto della scala a chiocciola fu stancante per tutti i componenti della squadra, che con l'impegno generale cercarono di fissare l'armatura nel modo più sicuro possibile, in modo da permettere a chiunque, in futuro, di scendere in totale sicurezza. Il caldo era ancora asfissiante e là sotto lo era ancora di più.

Non lesinarono nell'uso del calcestruzzo, gli strati si susseguivano, uno dopo l'altro. Tutti, silenziosamente, pensavano a loro modo a cosa avrebbero trovato una volta scesi da quella scala. Mancava poco.

Un caldo insopportabile

Uno dei problemi esterni alla botola era penetrato all'interno e stava rallentando decisamente il lavoro dei ragazzi. Si trattava del terribile caldo afoso dell'estate dell’Arizona, che sembrava essere incuriosito tanto quanto John e anche lui si era affacciato a sbirciare. Inoltre, quando la squadra tornava in superficie per rinfrescarsi e abbeverarsi, il caldo era ancora peggiore. Decisero quindi di montare una tenda per proteggersi dal sole. Inoltre fu costruita una struttura di cartone all'ingresso della botola per preservare il lavoro fatto con il cemento. Mancava poco, questa volta davvero.

Pianificazione perfetta

Un altro dei lavori necessari a continuare l'incredibile avventura fu quello di installare una linea elettrica, cosa che John e i suoi amici fecero senza perdere tempo. Era assolutamente necessario avere sufficiente illuminazione all'interno, sia per continuare coi lavori che per capire che cosa avrebbero trovato.

Infine inserirono un tubo dall'esterno per avere un ricambio d'aria. Poco a poco il traguardo si avvicinava e quel mistero che si celava da anni sotto quella botola sarebbe stato rivelato al mondo.

Pronto Per i Visitatori

La squadra di John si diede da fare per ampliare l'ingresso del tunnel, che ora era decisamente meno angusto e decisamente meno impervio di quanto non fosse all'inizio. Il calore asfissiante dell'estate aveva provato le energie di tutti i componenti della squadra, che però ora si godevano i risultati del loro grandissimo sforzo. Ora John sapeva di poter scendere da quella botola in tutta sicurezza. Il momento era giunto finalmente, ed ora non era solo il momento di John ma anche di tutti quelli che lo avevano aiutato. John, zitto zitto, aveva già in mente cosa avrebbe potuto scoprire lì sotto.

Soluzioni più sicure

Quelle vecchie scale di metallo, tutte mangiate dalla ruggine, facevano ancora paura, nonostante tutto il lavoro che i ragazzi vi avevano fatto attorno per aumentarne la stabilità. C'era ancora il rischio che avrebbero ceduto sotto al peso del primo a scendere.

Delle scale infatti si poteva rinforzare solo la struttura esterna, ma era impossibile immaginare di sostituirle in qualche modo. John stava pensando di evitarle del tutto e trovare un altro modo per scendere, uno più sicuro.

Ora è davvero fatta

John decise di cambiare completamente strategia. Ora non c'era più rischio che la scala gli crollasse addosso e ciò era già un sollievo, ma non poteva passarci sopra. Così decise di calare con cautela una scala a pioli e di usarla per scendere. Quando mise il primo piede nel gradino capì che il momento era arrivato. I racconti del suo amico, la pala, il giardino distrutto, la botola scoperta, il lavoro dei suoi amici, ora tutto stava per avere senso. Quando iniziò a scorgere cosa c'era là sotto, capì che nemmeno la sua immaginazione poteva arrivare a tanto.

Il Primo Esploratore

Dopo oltre cinquant’anni, John era il primo essere umano a mettere piede in quel luogo misterioso, e la cosa lo riempiva d'orgoglio. Là sotto non c'era un semplice spazio, ma un vero e proprio complesso, pulito, ben organizzato, che a quanto pare non richiedeva ulteriori lavori. Ciò fu un grande sollievo per John che ora poteva godersi la sua scoperta. La struttura era pavimentata. C'era un'entrata ad arco, che John attraversò con grande fermento. Ciò che trovò oltre quella apertura lo lasciò assolutamente di stucco.

Ritorno al passato

Quando superò la porta ed entrò in una sorta di galleria, John dovette prendere atto di un ulteriore grattacapo. Sul soffitto c'era molta vetroresina che si stava staccando, cosa alquanto pericolosa e che avrebbe richiesto ancora dei lavori. La vetroresina è pericolosa per la respirazione e anche per la pelle, e John non voleva correre rischi inutili. Eppure quel ritrovamento si poteva confermare come qualcosa di talmente importante che non era il momento di fermarsi, doveva proseguire nonostante il rischio.

Tutto diventa più chiaro

John impazziva di emozione all'idea che quel luogo fantastico fosse sepolto sotto la sua nuova casa, che le condizioni generali della struttura fossero ancora così buone e che il precedente proprietario non ci avesse mai messo piede. Non c'erano mobili in quegli spazi, tutto era vuoto, ma John e così i suoi amici, avevano capito senza il minimo dubbio che quella non era certo una piscina e che la Whitaker Pools aveva ben altre idee quando progettò quel luogo.

Residuato d'altri tempi

Ebbene, oramai era ovvio: quel luogo, spoglio, misterioso e oscuro che si celava sotto il giardino della casa di Tucson appena acquistata da John Sims, altro non era che un vecchissimo rifugio antiatomico. Gli anni sessanta furono gli anni della guerra fredda tra USA e URSS e molti erano convinti che una guerra nucleare fosse imminente. La Whitaker Pools quindi non si limitava a costruire semplici piscine, ma offriva ai suoi clienti la possibilità di avere un rifugio antiatomico "sotto" casa. Ma le sorprese per John, a quanto pare, non erano finite.

La Tucson anni Sessanta

Dopo poco John Sims scoprì che tutta la città di Tucson era piena di rifugi come quello che c'era sotto il suo giardino. D'altronde, spendere soldi per qualcosa del genere in quel periodo era visto come qualcosa di assolutamente normale e anzi, chi lo faceva veniva ammirato per essere una persona responsabile, attenta al futuro dei propri cari, minacciati dal nemico sovietico. Non si parlava d'altro in televisione e in radio, e la gente agiva di conseguenza. Ma c'era altro, a Tucson.

I razzi di Tucson

John, da uomo curioso e meticoloso qual era, continuò a documentarsi sulla sua nuova città. Scoprì che negli anni sessanta a Tucson c'erano ben 18 missili nucleari, tutti puntati sull'unione sovietica, capaci di raggiungerla, con una lunghezza ognuno di 110 piedi e 10 piedi di diametro, in grado di distruggere un'area geografica di 900 miglia e con una capacità di reazione di 58 secondi. Insomma, con ben 18 missili nucleari affianco casa e la tensione internazionale, pareva più che normale costruirsi un rifugio antiatomico. John cominciò a chiedersi se non ci fossero ancora, quei missili, da qualche parte a Tucson.

Non ci sono più

Con sommo sollievo John scoprì che quei missili erano stati disattivati da molti anni ormai e che tutti i rifugi della città erano stati riempiti di cemento o addirittura distrutti da almeno trent’anni, dopo che la caduta del muro di Berlino aveva fatto passare la paura della possibile guerra nucleare. John inoltre capì che il suo rifugio era stato costruito nel 1961, anno della famosa crisi dei missili cubani, quando gli USA pensavano che Cuba avrebbe fatto da appoggio alla URSS per colpirli. Eppure, la notizia di quel ritrovamento fece un certo scalpore.

Un'idea accattivante

John decise di usare internet per rendere nota a più persone possibili la storia del suo ritrovamento. Un post pubblicato su Reddit fu sufficiente a rendere virale la notizia. John inoltre, scoprì le altre persone che nell'area di Tucson avevano un rifugio antiatomico sotto casa e si mise in contatto con loro. John infatti ha deciso di raccogliere reliquie della guerra e di trasformare il suo rifugio in un vero e proprio museo, nonostante gli amici gli avessero suggerito di farlo diventare un bar.

Go Fund Me

Ecco allora che John si è dato subito da fare, creando una pagina su GoFundme per raccogliere soldi e continuare nel suo progetto. Nella pagina scrive : "Ciao, mi chiamo John e mi serve aiuto per restaurare un rifugio antiatomico d'epoca che ho scoperto nel mio giardino". John voleva modificare l'ingresso superiore per renderlo ancora più spazioso prima di occuparsi dell'interno, per poi sostituire la scala a chiocciola con una nuova. Detto fatto, i risultati si sono subito visti e sono eccezionali.

Un museo segreto

Insomma, John ha capito lo straordinario valore della sua scoperta e l'importanza di investirci tempo e impegno. Il suo progetto era chiaro fin da subito: il rifugio doveva diventare una caverna per uomini, una baracca HAM e Museo della Protezione Civile.

Ciò è stato possibile grazie alle sue ricerche sul periodo della guerra fredda, sulle contingenze che spinsero i precedenti proprietari a costruire quel rifugio. Poco a poco ha iniziato a riempire il rifugio con residuati bellici molto interessanti, come contatori Geiger, kit sanitari, barili per l'approvvigionamento idrico e radio HAM d'epoca.

Scala rifatta

Una volta pubblicata, la storia di John ha avuto ben 430 condivisioni e gli ha permesso di raccogliere abbastanza fondi per poter iniziare i lavori. Il suo obbiettivo era basso, 2000 dollari, e dopo poco ne ha raccolti 350, tutti inviatigli da persone che credono fermamente nel suo progetto. 350 dollari sembrano pochi, eppure a John sono bastati per rendere la scala assolutamente sicura, cosa che gli permette di scendere nel bunker senza pensieri né preoccupazioni. Si è inoltre premurato di condividere ogni momento dei lavori con tutti i suoi donatori.

Nuova vita per il rifugio

La passione che John Sims ha profuso per migliorare il suo rifugio è davvero esemplare. Ora il gradino superiore dell'ingresso è molto più largo ed è fissato al muro di cemento, così che la scala è molto più stabile di quanto non fosse all'inizio.

I progressi fatti da John sono giornalieri, il rifugio si avvia a diventare un luogo davvero suggestivo, se già non lo fosse a sufficienza, e la visione di John ha coinvolto molte persone che hanno deciso di fare una donazione per aiutarlo.

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